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Lavoro agile

29 Settembre 2017

C’è ancora l’aroma del caffè in casa quando digito la password ed accedo al programma con il quale stiamo progettando un nuovo modello di calzature da lavoro. I bambini stanno ancora dormendo quando sfilo dalla mia borsa la tavoletta grafica. Il tavolo del soggiorno, oggi, è la mia postazione di lavoro. Si chiama lavoro agile. L’azienda ha cominciato a sperimentarlo il mese scorso. Due giorni a settimana lavoro da casa. Sveglia alle sei. Alle sei e venti sono già all’opera. Ho anticipato perché alle 14,00 mi tocca andare a prendere i piccoli da scuola. E gli abbiamo promesso un pomeriggio al parco. Lavorare da casa mi permette di gestire il mio tempo. Di organizzare la mia giornata. Di mettermi all’opera quando sono più efficiente. Nelle prime ore del mattino, come oggi, sono molto più fresco. Uscire di casa, guidare per 30km, il traffico, la pioggia, l’afa estiva, si portano via una bella dose di energia. A casa, mi capita di riuscire a chiudere un progetto in tempi più brevi di quando sono in ufficio. Lavorare in un luogo diverso dagli ambienti aziendali non deve pregiudicare la produttività. Tra datore di lavoro e dipendente ci deve essere un autentico rapporto di fiducia. Maggiore autonomia concessa dall’azienda, nessun calo di prestazione da parte del dipendente. Un aspetto che è riassunto chiaramente dalla definizione di lavoro agile proposta dal politecnico di Milano: filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare, a fronte di una maggiore responsabilizzazione dei risultati”. Quando ci hanno dato questa opportunità, i responsabili della sicurezza dell’azienda hanno eseguito un sopralluogo in casa. Dovevano verificare che i miei spazi fossero idonei al telelavoro. Lavorare da casa non fa venir meno l’attenzione alla sicurezza sul lavoro. La Legge 81 del 22 maggio 2017 che disciplina il lavoro agile all’articolo 22. “Il datore di lavoro garantisce la salute e la sicurezza del lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile e a tal fine consegna al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza almeno annuale, un'informativa scritta nella quale sono individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro”. Da parte sua il lavoratore “è tenuto a cooperare all'attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal datore di lavoro per fronteggiare i rischi connessi all'esecuzione della prestazione all'esterno dei locali aziendali”. Mezzogiorno. Il modello mi sembra perfetto. Ancora qualche dettaglio e la nuova linea di scarpe antinfortunistiche sarà pronta per la produzione. Lo salvo in condivisione. Avviso i colleghi che, volendo, possono darci uno sguardo dall’ufficio. Il lavoro agile si sta diffondendo tra le aziende italiane. Secondo le previsioni, nei prossimi tre anni almeno il 10% dei dipendenti chiederà di lavorare da remoto, senza penalizzazioni nella loro professionalità e nell'avanzamento di carriera. "Un grande esempio di cambiamento che tiene insieme innovazione e coesione sociale", ha detto il ministro della Funzione pubblica, Marianna Madia.