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Good intentions for 2015
Good intentions for 2015

Motivation, awareness, information

13 January 2015

Nella lista dei buoni propositi per il 2015 non dovremmo dimenticare di scrivere “avere comportamenti responsabili sul luogo di lavoro”. In particolare quando l’attività svolta implica un rischio per la salute. Dovremmo essere motivati alla sicurezza. Un concetto che va oltre il rispetto delle norme perché prevede un salto di qualità: il passaggio dall’obbligo al dovere.

Un punto di vista che cambia quando si diventa coscienti che indossare DPI come le scarpe antinfortunistiche è un modo di volersi bene, di volerne alla propria famiglia che ci aspetta a casa sani e salvi. È un atto di responsabilità nei confronti del proprio lavoro se si pensa alle conseguenze di un’assenza prolungata in termini, ad esempio, di perdita di produttività o di costi relativi ad attività di indagine, compilazione di verbali e rapporti con le autorità di controllo.

Per arrivare ad un’autentica motivazione alla sicurezza serve però mettere al suo posto un altro tassello: avere piena consapevolezza del pericolo che caratterizza un ambiente di lavoro. E’ solo la conoscenza dei rischi che ci induce a fare attenzione. “La paura ci porta ad allontanarci dall’oggetto fonte di timore e ad allontanare l’oggetto temuto da noi”. Ne parla in psicologia lo psicologo e psicoterapeuta Enzo Gesualdo.  E’ un meccanismo che funziona in ogni ambito. Che si attiva quando siamo informati. Il vero pericolo è la disinformazione o la mancanza di senso critico davanti ad una situazione ignota che ci porta a muoverci senza chiederci se stiamo facendo la cosa corretta, se un gesto non implichi una conseguenza più o meno grave.

Motivazione, consapevolezza, informazione. Conserviamo queste parole tra i pilastri della sicurezza.